NIGHT EATING SYNDROME

Alimentazione notturna incontrollata

Se per molti il cibo è un nemico da tenere a distanza, per tanti altri è un’ossessione, qualcosa di irrinunciabile. Dietro a questo pensiero si nasconde il night eating syndrom: la sindrome da alimentazione notturna.

La night eating syndrome è stata descritta per la prima volta da Stunkard nel 195. E’ un disturbo dell’alimentazione caratterizzato da anoressia diurna, iperalimentazione serale o notturna o insonnia.  

Coloro che sono affetti da questo disturbo mostrano un umore depresso durante il giorno e, da un punto di vista neuroendocrino, presentano alcune anomalie caratterizzate da:

-ridotta concetrazione plasmatica serale di melatonina che potrebbe spiegare le difficoltà nel sonno:

-ridotta concentrazione di leptina;

-aumento della concentrazione di cortisolo in risposta allo stress.  

Il NES (acronimo per il disturbo in questione) è un disturbo alimentare molto diffuso tra gli uomini tra i trenta e i quarantanni. 

Tale disturbo sembrerebbe essere legato molto allo stress. Spesso, infatti, le persone affette da NES riportano di concedersi uno spuntino nell’unico momento della giornata in cui riescono ad assaporare pace e solitudine: la notte. Il cibo diventa così un contenitore silenzioso di emozioni soffocate, unico rimedio alla sensazione di vuoto che non lascia spazio al sonno e al rilassamento.  Il mangiare rappresenta una strategia che aiuta a fronteggiare lo stress o le emozioni spiacevoli e dolorose, ma che tende poi ad assumere i tratti tipici della dipendenza da cibo. 

La NES è una sindrome complessa e richiede un intervento multidisciplinare e integrato che prevede la presenza di un dietologo o nutrizionista, di uno psicoterapeuta esperto in disturbi dell’alimentazione ed, eventualmente, di uno psichiatra per la terapia farmacologica. 

Alcuni consigli utili per affrontare il disturbo:

  • ricostruire un corretto stile alimentare in maniera graduale ma decisa. I pasti della giornata devono essere cinque (colazione, spuntino del mattino, pranzo, merenda e cena); si deve iniziare con piccoli pasti, soprattutto al mattino, quando c’è più resistenza ad assumere alimenti. I pasti devono essere vari e appetibili, in linea con i dettami della dieta mediterranea. È indispensabile eliminare caffè e le bevande contenenti caffeina o teina e non assumere alcolici prima di andare a dormire. 
  • È fondamentale imparare a volersi bene e ripristinare il piacere del cibo. Bisogna prestare anche attenzione agli orari di addormentamento e all’orario di risveglio mattutino.
  • Monitorare periodicamente il controllo del peso pere evitare condizioni di sovrappeso e obesità spesso associate a questa sindrome. 
  • Avviare un’attività sportiva per prevenire il rischio di obesità e migliorare il ritmo sonno-veglia. 
  • Cercare di ridurre al minimo lo stress quotidiano per arrivare meno tesi alla sera; concedersi momenti di relax per riposare o per dedicarsi ad attività piacevoli evitando, soprattutto nelle ore serali, pensieri disfunzionali che attivano ansia o tristezza. 
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Sara Bonfante

Psicologa clinica e della salute, esperta in età evolutiva e disturbi specifici dell'apprendimento. Amo il mio lavoro e desidero dar la possibilità di conoscere meglio il vasto mondo della psicologia

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