Bruxismo: le stree mentale si scarica sul corpo

Avete mai digrignato i denti di notte? Avete un amico o un familiare che ha questa abitudine? Se avete risposto sì a queste domande molto probabilmente il vostro corpo vi sta mandando un messaggio importante: “sono stanco, non ce la faccio più! Ho bisogno di aiuto”

Il bruxismo è un disturbo a tutti gli effetti e consiste nel digrignare i denti in modo del tutto involontario, spesso di notte, quando il nostro livello di coscienza è basso e non è in grado di controllare pienamente il nostro corpo. Essendo involontario non ci si rende conto di mettere in atto questo comportamento ma è importante riconoscerlo in se stessi o negli altri perché è una spia di qualcosa che non va dentro di noi. 

Il corpo, tramite il bruxismo, manifesta la sua sofferenza e le conseguenze del bruxismo sono davvero tante…

Da un punto di vista odontoiatrico, il digrignamento dei denti può danneggiare i denti stessi e, nei casi estremi, si può arrivare addirittura alla perdita dei denti. 

La tensione causata da quest’azione si estende poi a tutti i muscoli facciali, comportando dolori all’apertura e chiusura della bocca, difficoltà di deglutizione, sensibilità eccessiva al caldo e al freddo e anche dolori cervicali, vertigini, dolori e fastidi alle orecchi, mal di testa ed emicranie. 

A livello psicologico la persona che soffre di bruxismo lamenta spesso di essere tesa e stressata e già da sola riconosce che il digrignamento dei denti aumenta di intensità e di frequenza nei momenti di maggiore tensione come, per esempio, quando le cose al lavoro o in una relazione non vanno bene; non per niente si dice che noi momenti difficili bisogna “stringere i denti”. 

Anche la qualità del sonno può risentirne a causa del bruxismo. Al risveglio si avverte indolenzimento della mandibola, mal di testa e dolori muscolari; tutt’altro che un sonno rigenerante!

Una lettura psicosomatica interessante del problema rimanda alla difficoltà a gustarsi la vita e le idee nuove, addentandole con gusto (rif. “Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio” di C. Rainville). 

La bocca, con le sue molteplici funzioni, rappresenta l’apertura e lo scambio del fuori con il dentro e viceversa; un problema alla bocca è psicosomaticamente collegato ad un blocco negli scambi con l’ambiente e le persone intorno a noi. 

Può essere quindi utili persi le seguenti domande: 

  • Provo rabbia nei confronti di una persona particolare?
  • C’è qualcosa che mi crea tensione?
  • C’è qualcosa di cui ho paura che mi crea ansia e agitazione?

Già l’autoriflessione può portare alla nascita della consapevolezza che esiste un problema e che deve essere risolto. Per una risoluzione completa del problema il primo rimedio proposto è l’utilizzo di un bite (odontoiatra); può essere utile anche l’intervento di un oseopata-fisioterapista; non dimentichiamoci che il bruxismo per essere trattato e risolto nella sua completezza, necessita anche di un intervento psicologico che permetta di abbassare la tensione di particolari stati emotivi migliorando il modo inconscio con cui si affrontando gli eventi e le scelte della vita. 

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Sara Bonfante

Psicologa clinica e della salute, esperta in età evolutiva e disturbi specifici dell'apprendimento. Amo il mio lavoro e desidero dar la possibilità di conoscere meglio il vasto mondo della psicologia

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